Giornata mondiale del bacio

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Quando:
6 Luglio 2018 giorno intero
2018-07-06T00:00:00+02:00
2018-07-07T00:00:00+02:00

BacioIl 6 luglio, si celebra il World Kiss Day, la Giornata Mondiale del Bacio, festa nata in Gran Bretagna nel 1990, ma presto diffusa in tutto il mondo con l’obiettivo di ricordare, con una giornata ad esso dedicata, quanto può essere importante un bacio: gesto terreno e sacrale al tempo stesso, tra i più universali del comportamento umano, il bacio addensa uno spettro straordinariamente ampio di significati. Nell’immaginario collettivo il bacio si lega strettamente al sentimento d’amore, ma davvero innumerevoli sono i valori simbolici che gli si possono attribuire. I baci fanno infatti parte di precisi rituali e sono espressione di sentimenti di differente natura che contemplano non solo l’amore, ma anche affetto materno e filiale, tenerezza, simpatia, lealtà , gratitudine, compassione, gioia, o dolore. E’ inoltre possibile assistere ad un’evoluzione di significato del gesto negli usi e costumi della civiltà , nel corso del tempo e attraverso lo spazio. Impossibile categorizzarli tutti, come lungi da me vuol essere il tentativo di ricostruirne una cronistoria completa: quello che vi propongo oggi è un breve viaggio nella millenaria storia del bacio!


Storia del Bacio
Le prime descrizioni del “bacio profondo”, quello che comunemente definiremmo “alla francese”, ci arrivano dal greco Aristofane che nella commedia Le nuvole parla di “katà glossos” (da katà  = profondo e glossa = lingua). I latini distinguevano invece il “basium”, di cui parla Catullo, “l’osculum” (bacio fra amici, considerato una sorta di consacrazione di lignaggio per Bacio-2gente dello stesso sangue) e il “suavium”, più propriamente il bacio fra amanti. Vi era poi il diritto al bacio, “jus osculi”, un’usanza alla quale si ricorreva, pare, per accertarsi che le donne non avessero bevuto il vino, vietato al gentil sesso. Ancora nel Medioevo si manteneva l’abitudine, tramandata dai romani conquistatori, di baciarsi per salutarsi. Ma il costume era regolato dai rigidi dettami di stampo feudale. Le persone di pari condizione sociale si baciavano sulla testa, sulle guance e anche sulla bocca, mentre un individuo di rango inferiore non si poteva permettere simili libertà  con i superiori. Più basso era il rango, più in basso era il posto dove l’inferiore poteva baciare il superiore: partendo dai piedi, man mano che si saliva di rango, si progrediva all’orlo del vestito, al ginocchio e quindi alla mano. Il bacio passionale trova invece in questi anni grossa opposizione da parte della morale religiosa che lo giudicava peccaminoso anche nei rapporti coniugali. Nel diritto medievale, il bacio era utilizzato invece per suggellare il cosiddetto €˜baciatico’, cioè il diritto della fidanzata a ricevere una donazione dal fidanzato, consuetudine derivante anch’essa dalla pratica romana dell’osculum interveniens, il bacio che interveniva a sancire il diritto della fidanzata a ricevere in donazione metà  dei beni ricevuti in regalo, in caso di morte del fidanzato. L’uso di baciarsi sulla bocca in forma di saluto tra amici e parenti comincia poi a venir meno dalla fine del XVI secolo, sostituito da regole più sofisticate e distaccate come inchini e riverenze. Nel XVII secolo, che vede il Rinascimento cattolico contrassegnato, tra l’altro, dalla creazione della Compagnia di Gesù, l’anima prevale definitivamente sul corpo, così che questi si distanziano e i gesti d’affetto si fanno più discreti. Nell’Ottocento, il secolo delle buone maniere, nasce poi il “galateo dei baci”: non ci si bacia, né sulla bocca, né sulla guancia, per strada o in pubblico; le ragazze non devono mai baciare per prime; una ragazza per bene si lascia baciare sulla fronte da una persona più anziana, ma non ricambia il bacio a meno che non ci sia molta intimità . Il bacio è cancellato nel modo di salutarsi tra uomo e donna. Il proibizionismo potenzia la componente erotica del bacio sulle labbra, che diventa strumento privilegiato della schermaglia amorosa.

fonte news.leonardo.it

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