Giornata internazionale dei Peacekeeper

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Quando:
29 Maggio 2019 giorno intero
2019-05-29T00:00:00+02:00
2019-05-30T00:00:00+02:00

ONU2La Giornata Mondiale dei Peacekeepers meglio note come forze di pace delle Nazioni Unite [detti anche Caschi blu, ndr] celebrata annualmente il 29 del mese di maggio, nacque con la Risoluzione 57/129 del 11 Dicembre 2002 per iniziativa dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite che proclamò il 29 maggio (data della prima missione di pace avvenuta nel 1948 delle 63 effettuate fino al 2011) Giornata Internazionale per rendere omaggio alla memoria e al servizio di tutti quegli uomini e quelle donne che, nel nome della pace, hanno prestato la propria assistenza e in innumerevoli circostanze hanno prestato anche la vita (leggi calamità  naturali, incidenti, malattie, violenze di ogni genere ecc.) mentre continuano, in giro per il mondo ad essere impiegati nelle operazioni di peacekeeping sotto l’egida della bandiera blu dell’ONU. A questo scopo l’organo assembleare delle Nazioni Unite ha suggerito e suggerisce nel giorno della ricorrenza principalmente a tutti gli Stati membri e poi a tutte le organizzazioni non governative di organizzare eventi e manifestazioni che abbiano contenuti di tal genere nell’elenco delle inizative in programma. Credere in una Giornata del genere significa credere nella giustizia, aver fiducia nelle forze dell’ordine, nelle forze di pace all’estero, nell’amministrazione penitenziaria.


fonte www.prolixe.it

peacekeeperCHI SONO I PEACEKEEPERS
Quando scoppia un conflitto, le vite umane sono sempre in pericolo. I civili sono costretti a lasciare le loro case per ritrovarsi in strade e campagne non sicure invase dai banditi. I tribunali spesso sono strutture fragili già  prima dello scoppio della rivolta e con l’inizio delle ostilità  possono cessare di funzionare completamente. I prigionieri scappano, creando ulteriore caos. Le armi sono dovunque quindi nessuno può sentirsi al sicuro. Non ci sono più leggi a governare la società , che piomba nell’illegalità . Tutto questo porta ad una serie di ingiustizie infinite per poterle contare ma troppo gravi per poterle ignorare.

Le missioni di peacekeeping dell’ONU rappresentano una speranza perché può guidare la transizione dal caos alla calma. Ma perchè si possa addivenire ad una sicurezza duratura, i peacekeeper devono fare molto di più che separare le parti in lotta e disarmare i combattenti. Essi devono cercare di rafforzare le istituzioni preposte alla sicurezza e alla giustizia – la polizia, il tribunale e gli istituti di recupero – garantendone il pieno rispetto dello stato di diritto e dei diritti umani. Troppo spesso nei  paesi che si trovano in situazioni di post-conflict dove non vi è più uno stato di diritto i civili vengono arrestati, trascorrendo anni di detenzione in condizioni disumane, senza mai vedere un’aula di tribunale.

Le missioni di peacekeeping dell’ONU sono impegnate su tutti questi fronti con il fine di riparare le ingiustizie e ripristinare lo stato di diritto. Le Nazioni Unite inviano inoltre ufficiali di polizia  altamente qualificati provenienti da tutto il mondo per offrire alle forze di polizia dei paesi dove è presente una missione di peacekeeping, formazione, assistenza e un eventuale aiuto per la loro ristrutturazione.

fonte www.onuitalia.it

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